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10 febbraio in Campidoglio - Roma

Anche quest’anno abbiamo commemorato i martiri delle foibe, abbiamo ricordato l’esodo dei  350.000 giuliani, fiumani e dalmati, ci siamo commossi alle testimonianze di alcuni nostri “veci” che con voce commossa, hanno testimoniato la loro esperienza drammatica, familiare, d’innanzi ad un folto numero di pseudo politici-amministratori, di molti svogliati-studenti, qualche giornalista in cerca di scoop, cineoperatori con tanto di macchina da ripresa il più delle volte senza  la pellicola interna.

Tutto questo in Campidoglio a Roma, nella sala Giulio Cesare, con l’organizzazione delle associazioni degli esuli (ANVGD su tutte), con chiosa finale del sindaco Alemanno.

Alle ore 11.00 dopo aver posato la corona di alloro sull’altare della patria, inizia la commemorazione con il coro dei vigili urbani che intonano l’inno nazionale e una bellissima melodia legata agli esuli.

Inizia il convegno il padrone di casa il presidente del consiglio comunale On. Pomarici, che saluta ringrazia i presenti e dà pochi ma importanti segnali storici di riferimento.

Coordina il Prof. Ricci, delegato per il comune di Roma alla memoria, che condurrà tutta la manifestazione, introducendo via via coloro che devono intervenire.

La parola passa per oltre 50 minuti al Prof. Parlato, ordinario della Libera Università San Pio V, che per l’ennesima volta ci racconta la nostra storia, iniziando dal 1800, per finire ai giorni nostri.

Solo per commentare, osservavo mentre il Prof. Parlato leggeva le sue 40 cartelle di storia, la faccia degli studenti che avevo attorno: ho capito immediatamente che anche 10 febbraio sarebbe stato perso.

Finalmente hanno preso la parola gli esuli con due testimonianze dei protagonisti di quei anni, Marzia Vodopia da Pola e Mattei da Zara. Tutti e due molto commossi, ma molto più interessanti degli storici o presunti tali che sono seguiti. Si è aggiunto l’intervento di Giorgio Marsan che doveva leggere l’intervento preparato da Plinio Martinuzzi, suo zio, che è ricoverato in ospedale e non è potuto essere presente alla manifestazione. El mulo Marsan ha comunque sostenuto un intervento tra il sociale e lo storico, molto sentito, soprattuto nella parte che riguardava i primi ritorni del papà nella sua Zara negli anni successivi all’esodo; ritorni molto sofferti e travagliati dai ricordi che ogni esule ha portato per molti anni nel suo cuore.

Il clou dell’insopportabile è giunto con l’intervento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On. Carlo Giovanardi, che prima di farci una lezione di storia, ha esordito con la più sbagliata delle affermazioni: “le foibe sono state il frutto delle stragi del fascismo che negli anni tra il 1924 e il 1935 ha compiuto atti infami nei confronti delle popolazioni slave di confine”.

On. Giovanardi, come direbbe Di Pietro ”che c’azzecca la popolazione civile con atti compiuti dagli eserciti?” Nonostante cerchi di dirlo dopo, se si continua ad affermare che le foibe sono il frutto degli atti violenti compiuti dall’esercito italiano durante il periodo fascista, è inutile che ci parli di storia, di confine orientale aperto e libero, se poi si traggono conclusioni come quelle esposte prima.

Il massimo del ridicolo quando l’On. Giovanardi, in veste di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in carica, reclama i doveri che il governo ha ancora nei nostri confronti, quasi che lui fosse l’uscere di Palazzo Chigi.

Come direbbe Totò: “Ma mi faccia il piacere!!”

Altre due testimonianze di esuli molto sentite e commoventi, prima dell’intervento di saluto (e non solo) della Presidente del Comitato Provinciale di Roma Donatella Schurzel. Anche lei iniziava l’intervento da fatti storici, dal ricordo di famosi autori e scrittori triestini, per poi porre solo un accenno ai problemi ancora irrisolti nell’ambito sociale (case, beni abbandonati, restituzione dei beni, problemi di carattere anagrafico).

Ho raggiunto il limite della sopportazione con l’intervento del presidente nazionale ANVGD Sen. Lucio Toth, “reduce” dal Quirinale, dove il Presidente Napolitano, anche quest’anno, ha consegnato medaglie ai famigliari delle vittime foibe.

Ho deciso di lasciare il Campidoglio, quando il Sen. Toth ha esordito dicendo ”gli esuli non hanno bisogno di riconoscimenti economici”, ecc.

Forse Toth dimentica che ANVGD nasce per risolvere i problemi sociali degli esuli, e che solo lui è stato Senatore della Repubblica e percepisce migliaia di € al mese di pensione,  non paga i viaggi sulle FFSS,  paga 1 € quando vola con Alitalia ecc…

Se Toth ha deciso di fare cultura è libero di farlo, ma che tolga il disturbo in ANVGD dove è diventato solo un peso, dove non ha mai concluso nulla , dove ha fatto solo festa con le associazioni di Trieste ammanicate con la Regione Friuli , dove le associazioni percepiscono 750.000€ anno per non fare nulla, meno che meno attivarsi per il riscatto delle case che a Trieste (come in altre parti in Italia) attendono di essere riscattate ai sensi della 560/93 come è stato fatto a Torino, Roma, Genova, Firenze.

Milano, Venezia, Trieste, Bologna attendono, con i loro esuli, l’intervento di Toth & C., che nel fra tempo occupano i posti dirigenziali della ANVGD.

Mi sono perso l’intervento del sindaco Alemanno. Ma ormai il vaso era pieno, la pazienza finita, come è finito anche quest’anno il 10 febbraio, senza aver portato a casa nulla se non la comparsata dei politici che ci hanno colonizzato mediaticamente, facendoci credere che siamo nei loro pensieri. Peccato che lo siamo solo il 10 febbraio di ogni anno.

Oliviero Zoia

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L'Associazione Culturale "Rottanuova" ONLUS, in collaborazione con l'Università Europea di Roma, partecipa all'intercomparazione internazionale sulla misurazione della concentrazione del gas radon organizzato dall'Università della Cantabria, iniziativa che ha trovato il suo incipit a Saelices el Chico (Salamanca, Spagna) nei giorni dal 23 al 27 maggio 2011.

IL GIORNALE

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Presentato il progetto: “Europa In Tavola”

PROGETTO EUROPA IN TAVOLA  
Rottanuova propone un progetto con una duplice finalità: formazione sul campo e creazione di nuovi posti di lavoro.
I proventi sulle vendite di questi oggetti saranno assegnati interamente allo sviluppo del progetto che Rottanuova con risolutezza persegue: la progettazione e la realizzazione di strutture che riescano ad autofinanziarsi, generando, così, nuova occupazione.
 

Europa in tavola

 

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